Illuminazioni Quotidiane

Tratto da: lateoriadelleombre.org

Oltre che un’arte oscura ed incomprensibile, la fonografia è una dimensione che sarà dimenticata. La posizione di editori e discografici, gentaglia che perlopiù ha speculato sul candore di ingenui artisti alle prime armi, facendo firmare contratti capestro alla maggioranza di loro, sarà spero, con opportune eccezioni che sto elencando, dimenticata per sempre.

Non così, sempre nella mia povera visione, per i moltissimi creativi, artisti e responsabili di produzione che credono che la fonografia si occupi di musica e non di profitti. Rimane sotto i nostri occhi la progressiva ed incrementale decadenza del corretto flusso di denaro nelle tasche di autori e musicisti, anziche’ dei loro sfruttatori.

Musicisti e Puttane hanno lo stesso destino: esporre per denaro la propria parte più intima e riservata. Nella mia esperienza limitata lo studio di registrazione è il luogo in cui possono lavorare protetti e indisturbati al meglio delle proprie potenzialità. A custodire questo patrimonio dell’umanità ci sono i Produttori di cui racconto. Artisti della tecnologia e dell’ambiente psichico che vegliano sui nostri interessi.

Rimane un pensiero sul futuro della gente di buona volontà, che potrà sempre ritrovare nei nostri archivi di appassionati ascoltatori il patrimonio registrato e ben tenuto. Rimane un pensiero sui modi adoperabili per pagare la gente giusta e permettere loro di continuare a musicare il tessuto essenziale dell’esistenza umana. Un tanto per il mio umile contributo.

LaTeX e LilyPond: incorpora spartiti nei tuoi documenti LaTeX

Chiunque abbia usato LaTeX per i propri documenti, conosce bene le potenzialità di questa suite. Template, equazioni, pubblicazioni, etc. etc…

Ma sei io volessi inseriere degli spartiti musicali (o anche solo 2 battute) nel mio documento? Per esempio se voglio scrivere un sunto di teoria musicale è sicuramente molto comodo poter scrivere al volo la scala di Do maggiore sul rigo, senza dovermela scrivere con altri programmi ed esportare immagini, che in seguito devo incorporare nel mio documento!

Bene, il pacchetto LilyPond (sito ufficiale) serve proprio a questo. In realtà questo software è nato principalmente solo come editor di score completo e professionale, ma ora possiamo usarlo come environment per i nostri documenti LaTeX.

La procedura prevede 2 passi di compilazione. Il primo passo avviene tramite il comando lilypond-book documeto.tex, e successivamente avviene la vera e propria compilazione tramite latex. Questo procedimento potrebbe risultare noioso, così ho deciso di crearmi un makefile. Lanciano un semplice make mi ritrovo con il mio dvi o pdf bello e pronto.

Questo makefile ha 3 opzioni: lanciando solo il make, compiliamo soltanto il dvi. Lanciando make pdf, otteniamo un pdf (ma va??🙂 ). Come ultima opzione abbiamo il solito make clean, che ripulisce la cartella dai file e cartelle temporanei usati per la compilazione.

Vediamo come è fatto il makefile

# Makefile for LilyPond LaTeX
# Alessio Degani <alessio.degani@gmail.com>
LATEX = latexLP = lilypond-bookDVIPDF = dvipdf

SRC := $(shell egrep -l ‘^[^%]*\\begin\{document\}’ *.tex)
DVI = $(SRC:%.tex=%.dvi)
PDF = $(SRC:%.tex=%.pdf)
LPDIR = $(SRC:%.tex=%.lp)

all : dvi
clean :
-rm -rf *.log *.aux *.dvi *.bbl *.blg *.ilg *.toc *.lof *.lot *.idx *.ind *.ps *.pdf *~ $(LPDIR)
pdf:
if test -d $(LPDIR); then rm -rf $(LPDIR); fi
$(LP) –output $(LPDIR) $(SRC)
cd $(LPDIR); $(LATEX) $(SRC); $(DVIPDF) $(DVI)
cp $(LPDIR)/$(PDF) ./
dvi:
if test -d $(LPDIR); then rm -rf $(LPDIR); fi
$(LP) –output $(LPDIR) $(SRC)
cd $(LPDIR); $(LATEX) $(SRC)
cp $(LPDIR)/$(DVI) ./

Ora vediamo un file LaTeX di esempio pronto per essere compilato (preso dagli esempi di LilyPond)

\documentclass[a4paper]{article}
\begin{document}
Documents may freely mix music and text.
For example,
\begin{lilypond}
\relative c’ {
c2 g’2 \times 2/3 { f8 e d } c’2 g4
}
\end{lilypond}
Options are put in brackets.
\begin[fragment,staffsize=26]{lilypond}
c’4 f16
\end{lilypond}
\end{document}

MarkovEX è tra noi! Generative Music Compositions

MarkovEX logo

Oggi è finalmente giunto ad una release funzionante, il progetto MarkovEX.

MarkovEX è un programma per la creazione di musica generativa con una struttura ben definita. La componente random del sistema permette di generare musica sempre nuova (e potenzialmente di durata infinita), ma il susseguirsi delle note presenta una struttura di fondo data da una catena di Markov del secondo ordine.

MarkovEX è in grado di analizzare file midi trattandoli come realizzazioni di un processo stocastico associato ad una particolare catena di Markov. L’obiettivo di questa analisi è cercare di ricavare la catena di Markov del secondo ordine associata alla traccia musicale. Una volta fatto questo, salva i risultati su file in modo da poterli aprire (sempre con MarkovEX) e farli suonare sul sequencer ALSA, creando di volta in volta nuove melodie che però hanno sempre un po lo stesso sapore.

Il modello usato è del secondo ordine in quanto il primo ordine non è sufficientemente “strutturato” per poter generare musica “simile” al file midi originale. Passando all’ordine successivo invece, si rende la sequenza di note maggiormente correlata.

Provare per credere🙂

Per ora lo potete trovare su GitHub a questo indirizzo

git://github.com/axeldamage/Markovex.git

Saluti🙂

 

Voronoi Art Project

Con le moderne tecnologie, anche l’arte è sempre più contaminata dalla scienza in generale o in particolare dalla computer sience.

Un esempio è la composizione algoritmica di musica, come la musica generativa che fra varie tecniche fa ampio uso di teorie come, per dirne una, le catene di Markov.

Per quanto riguarda la computer grafica invece, di recente sono stato attirato dall’utilizzo dei cosidetti Voronoi diagram. Questo diagramma non fa altro che delimitarmi delle aree attorno a questi punti secondo un criterio di nearest neighbors, ovvero mi traccia dei confini che mi definiscono il perimetro a minima distanza dal punto in esame il quale è detto centroide. In parole povere, se punto il dito a caso, basta vedere in quale area sono finito, e il punto a minima distanza dal mio dito è proprio il centroide di quell’area.

In rete sono presenti alcuni esempi di intrepidi sperimentatori. L’unica cosa che non mi piace, è che alla fine per ottenere dei risultati decenti è sempre necessaria la mano e il gusto dell’uomo. Nel caso dei Voronoi diagram, questo significa definire “a mano” la popolazione di punti che poi andrà a formare il diagramma.

A questo punto mi sono chiesto se fosse possibile automatizzare la cosa. La chiave di volta sta appunto nel trovare un sistema algoritmico per ricavare questa nuvola di punti che in un certo qual modo ricordi l’immagine originale. Per dirla in parole povere, questa nuvola dovrebbe essere più densa nelle parti scure dell’immagine, e più sparsa nelle parti chiare.

Pensa e ripensa (mille metodi possibili, tra cui la segmentazione dell’immagine in base a proprietà di istogramma o criteri di gradiente minimo… troppo pesanti) e la soluzione è arrivata, semplice e veloce. Così apro Matlab, compagno fidato di mille avventure🙂

Non vi voglio svelare tutti i trucchi, ma voglio darvi un’idea di quello che ho realizzato.

Dopo aver convertito in scala di grigi l’immagine prescelta da “Voronoizzare”, ho creato un’altra immagine vuota alla quale ho aggiunto del rumore di tipo salt&pepper. Questo tipo di rumore approssima abbastanza bene il problema dei pixel bianchi/neri dei vari sensori CCD (nda. per ridurlo funziona molto bene il filtro mediano). Questo salt&pepper viene poi discriminato pixel-by-pixel con una probabilità proporzionale alla luminanza (B/W) del singolo pixel. In questo modo nelle parti scure ho maggiore probabilità che il salt&pepper “sopravviva”.

Non voglio aggiungere altro, quindi vi lascio con un’anteprima visuale!🙂

voronoi image

chi indovina il personaggio vince un lolcat🙂 (click per ingrandire)

Wish list: Akai MPK mini

Post di inaugurazione della nuova categoria Wish List. Ovvero, se volete farmi un regalo guardate qui!!😀

L’Akai MPK mini è un controller MIDI USB pensato per essere versatile e portabile. Dimensioni ridotte e ricchezza di controlli (8 velocity-sensitive pads, 8 control change, 25 tasti, program change, arpeggiatore)

mpkmini_angle_med

Il controller...

Natale si avvicina…😀

Nuovo SoundFont: Il Sitar del Diavolo a.k.a. Ditar :)

Con immenso piacere vi presento un nuovo soundfont creato e registrato da me medesimo. L’esigenza di creare un soundfont è data dal fatto che questo strumento, unico al mondo (LOL), creato da un liutaio bresciano dall’indentità segreta, risulta un po’ ostico da suonare… e da accordare! Cosa meglio di un soundfont per questo scopo?

ditar

ed ecco a voi... il Ditar🙂

Per il download del SF2, per la demo audio e per ulteriori informazioni, vi rimando all’articolo originale publicato sul mio blog sperimentale.

Lasciate ogni speranza voi che suonate questo soundfont!😀

DISCLAIMER: Attenzione! Potrebbe manifestarsi Satana!🙂

M-Audio Pro Tools Vocal Studio on Linux

Di recente ho acquistato questo microfono USB a condensatore (NON electrect!!). Le mie esigenze non riguardano il podcasting o la registrazione professionale (quella si fa in studio con i microfoni GNUMAN😉 ).

ProTools Vocal Studio

Pro Tools Vocal Studio

Il mio uso è prettamente legato ai miei esercizi di canto (esigenze di riascolto) e per registrare eventuali idee dimostrative (per poi essere ri-registrate in studio). Inoltre l’ho trovato utile per fare delle prove di interpretazione di vari pezzi in modo che posso riascoltarmeli e decidere su cosa lavorare.

La spesa è piuttosto contenuta. Per un centinaio di euro mi è arrivato un bel pacchetto contenente il microfono (bello solido e pesante, da l’impressione di essere un prodotto fatto con un certo criterio), la versione Essentials di Pro Tools e un comodo stand da tavolo. Successivamente ho provveduto all’acquisto di uno shockmount (il “ragnetto” anti-shock).

Interessante feature di questo mic, è la possibilità di avere il direct monitoring (per il riascolto zero-latency) ma in Linux, questo mi è ancora impossibile🙂 in quanto necessita della sua interfaccia di settings che esiste solo per Win*. A parte questo problemino, il microfono funziona out-of-the-box. Lo attacco al PC e lui va. Diamo un attimo un occhio alle impostazioni di Jack.

Jack settings

Jack settings

NOTA: Per far si che jack si avvii correttamente, dobbiamo per forza settare il numero di canali d’ingresso pari a UNO! Chissà perché, da solo non ce la fa a capirlo e all’avvio di jack vi trovate un bell’errore generico🙂

Il campo Frame/Period può essere ridotto per aver meno latenza, io l’ho testato fino a 128 ed è sufficiente. Altro paramentro importante è Periods/Buffer, che per le periferiche USB è consigliabile impostare a 3!

Ora una breve valutazione dal punto di vista tecnico.

Il microfono ha una buona risposta e sensibilità. Uno spettro che garantisce una bella ripresa anche sulla gamma delle alte frequenze grazie alla capsula a condensatore. Le basse sono definite grazie al diaframma (quasi)largo (cardioide da 16mm), infatti risente dell’effetto prossimità!

La qualità nel complesso è molto buona per 100 euro, ma se vogliamo trovargli un difetto, devo segnalare il noise floor un po’ altino! Ok… non è a livelli insopportabili… anzi… più o meno come tutti i mic USB in circolazione fino ad oggi!

Fatemi sapere le vostre opinioni!🙂

Ciao!