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Voronoi Art Project

Con le moderne tecnologie, anche l’arte è sempre più contaminata dalla scienza in generale o in particolare dalla computer sience.

Un esempio è la composizione algoritmica di musica, come la musica generativa che fra varie tecniche fa ampio uso di teorie come, per dirne una, le catene di Markov.

Per quanto riguarda la computer grafica invece, di recente sono stato attirato dall’utilizzo dei cosidetti Voronoi diagram. Questo diagramma non fa altro che delimitarmi delle aree attorno a questi punti secondo un criterio di nearest neighbors, ovvero mi traccia dei confini che mi definiscono il perimetro a minima distanza dal punto in esame il quale è detto centroide. In parole povere, se punto il dito a caso, basta vedere in quale area sono finito, e il punto a minima distanza dal mio dito è proprio il centroide di quell’area.

In rete sono presenti alcuni esempi di intrepidi sperimentatori. L’unica cosa che non mi piace, è che alla fine per ottenere dei risultati decenti è sempre necessaria la mano e il gusto dell’uomo. Nel caso dei Voronoi diagram, questo significa definire “a mano” la popolazione di punti che poi andrà a formare il diagramma.

A questo punto mi sono chiesto se fosse possibile automatizzare la cosa. La chiave di volta sta appunto nel trovare un sistema algoritmico per ricavare questa nuvola di punti che in un certo qual modo ricordi l’immagine originale. Per dirla in parole povere, questa nuvola dovrebbe essere più densa nelle parti scure dell’immagine, e più sparsa nelle parti chiare.

Pensa e ripensa (mille metodi possibili, tra cui la segmentazione dell’immagine in base a proprietà di istogramma o criteri di gradiente minimo… troppo pesanti) e la soluzione è arrivata, semplice e veloce. Così apro Matlab, compagno fidato di mille avventure 🙂

Non vi voglio svelare tutti i trucchi, ma voglio darvi un’idea di quello che ho realizzato.

Dopo aver convertito in scala di grigi l’immagine prescelta da “Voronoizzare”, ho creato un’altra immagine vuota alla quale ho aggiunto del rumore di tipo salt&pepper. Questo tipo di rumore approssima abbastanza bene il problema dei pixel bianchi/neri dei vari sensori CCD (nda. per ridurlo funziona molto bene il filtro mediano). Questo salt&pepper viene poi discriminato pixel-by-pixel con una probabilità proporzionale alla luminanza (B/W) del singolo pixel. In questo modo nelle parti scure ho maggiore probabilità che il salt&pepper “sopravviva”.

Non voglio aggiungere altro, quindi vi lascio con un’anteprima visuale! 🙂

voronoi image

chi indovina il personaggio vince un lolcat 🙂 (click per ingrandire)

GIMP: tutorial e plugins

In questi giorni ho cercato un po di risorse utili per GIMP e le ho raccolte nei miei segnalibri.

Wilber

Wilber 😉

Dai vari plugin ai tutorial, ed ora ho deciso di raggruppare ciò che ho trovato e ho classificato “interessante”.

Vediamo di fare un po di ordine:

Tutorial

Plugins

Varie risorse

Nuovo tema per EMdS

Dopo aver tolto il tema dark per gnome (quello di ubuntu studio), molto ma molto carino, ma con qualche difetto di usabilità su alcuni software progettati alla “viva il parroco” 🙂 , sentivo un po la mancanza dell’oscurità… così… ecco un bel tema oscuro per il mio blog! 🙂

L’immagine dell’header l’ho fatta in 5 minuti, quindi non lamentatevi!! 😛

Effetto Droste con GIMP

L’effetto Droste (conosciuto anche come effetto Escher dal nome del primo artista che lo ha usato) è un termine per identificare un particolare tipo pittura/fotografia ricorsiva. Ovvero un’immagine nella quele è contenuta l’immagine stessa.

Questo tipo di effetto mi ha incuriosito apena l’ho visto (grazie ad una segnalazione del mio amico J.D.). Allora ho voluto subito cimentarmi in una prova… ecco il risultato 🙂

Droste

l’ispirazione arriva direttamente da uno dei pionieri digitali di questo effetto 😉

Bene… ora vediamo come possiamo ottenere questo effetto con GIMP.

Continua a leggere…