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Wish list: Akai MPK mini

Post di inaugurazione della nuova categoria Wish List. Ovvero, se volete farmi un regalo guardate qui!! 😀

L’Akai MPK mini è un controller MIDI USB pensato per essere versatile e portabile. Dimensioni ridotte e ricchezza di controlli (8 velocity-sensitive pads, 8 control change, 25 tasti, program change, arpeggiatore)

mpkmini_angle_med

Il controller...

Natale si avvicina… 😀

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M-Audio Pro Tools Vocal Studio on Linux

Di recente ho acquistato questo microfono USB a condensatore (NON electrect!!). Le mie esigenze non riguardano il podcasting o la registrazione professionale (quella si fa in studio con i microfoni GNUMAN 😉 ).

ProTools Vocal Studio

Pro Tools Vocal Studio

Il mio uso è prettamente legato ai miei esercizi di canto (esigenze di riascolto) e per registrare eventuali idee dimostrative (per poi essere ri-registrate in studio). Inoltre l’ho trovato utile per fare delle prove di interpretazione di vari pezzi in modo che posso riascoltarmeli e decidere su cosa lavorare.

La spesa è piuttosto contenuta. Per un centinaio di euro mi è arrivato un bel pacchetto contenente il microfono (bello solido e pesante, da l’impressione di essere un prodotto fatto con un certo criterio), la versione Essentials di Pro Tools e un comodo stand da tavolo. Successivamente ho provveduto all’acquisto di uno shockmount (il “ragnetto” anti-shock).

Interessante feature di questo mic, è la possibilità di avere il direct monitoring (per il riascolto zero-latency) ma in Linux, questo mi è ancora impossibile 🙂 in quanto necessita della sua interfaccia di settings che esiste solo per Win*. A parte questo problemino, il microfono funziona out-of-the-box. Lo attacco al PC e lui va. Diamo un attimo un occhio alle impostazioni di Jack.

Jack settings

Jack settings

NOTA: Per far si che jack si avvii correttamente, dobbiamo per forza settare il numero di canali d’ingresso pari a UNO! Chissà perché, da solo non ce la fa a capirlo e all’avvio di jack vi trovate un bell’errore generico 🙂

Il campo Frame/Period può essere ridotto per aver meno latenza, io l’ho testato fino a 128 ed è sufficiente. Altro paramentro importante è Periods/Buffer, che per le periferiche USB è consigliabile impostare a 3!

Ora una breve valutazione dal punto di vista tecnico.

Il microfono ha una buona risposta e sensibilità. Uno spettro che garantisce una bella ripresa anche sulla gamma delle alte frequenze grazie alla capsula a condensatore. Le basse sono definite grazie al diaframma (quasi)largo (cardioide da 16mm), infatti risente dell’effetto prossimità!

La qualità nel complesso è molto buona per 100 euro, ma se vogliamo trovargli un difetto, devo segnalare il noise floor un po’ altino! Ok… non è a livelli insopportabili… anzi… più o meno come tutti i mic USB in circolazione fino ad oggi!

Fatemi sapere le vostre opinioni! 🙂

Ciao!

Sony VAIO e Ubuntu Lucid

L’ultimo arrivato nel mio parco macchine è un notebook Vaio VPCEB1Z1E.

Non mi dilungo in caratteristiche tecniche. Chi è interessato può seguire il link qui sopra.

L’installazione di Ubuntu Lucid Lynx 10.04 è filata liscia, anche se non tutto è andato come speravo.

La scheda video (una ATI serie HD5600) funziona al primo colpo con i driver fglrx andando contro tutti i pronostici 🙂

Ora vediamo quali sono i punti critici e relativa soluzione.

1. Touchpad

Funziona correttamente, MA lo scroll verticale a lato del touch non funziona. La soluzione è semplice e indolore

Soluzione on-the-fly:

sudo modprobe -r psmouse
sudo modprobe psmouse proto=imps

Per rendere le modifiche definitive, serve però un accorgimento. Dobbiamo creare il file /etc/modprobe.d/psmouse.conf

sudo vim /etc/modprobe.d/psmouse.conf

e aggiungiamo la riga

options psmouse proto=imps

E questo è risolto.

2. Audio

Nessun errore, ma nessun suono. A quanto pare è un bug del kernel di Lucyd, che in quello nuovo dovrebbe essere risolto. Se non vogliamo aspettare qualche settimana per l’aggiornamento, esiste una soluzione che però è solo temporanea (al riavvio bisogna rifare la procedura).

Occore scaricare il programma HDAAnalzser e eseguirlo (occorre aver installato l’interprete python):

wget -O run.py http://www.alsa-project.org/hda-analyzer.py
sudo python run.py

Selezione il Node 19 nella lista di sinistra e cambiare il valore di VREF da 80 a HIZ.

Come detto però… al prossimo riavvio, va rieffettuata questa procedura. Un’altra soluzione proposta in rete è quella di installare un backport dei moduli ALSA, ma questo per me non ha funzionato.

3. Luminosità dello schermo

Pare che ci sia un’utility (spicctrl) che si basa sul modulo sonypi, che dovrebbe essere in grado di settare la luminosità del display. Dico “dovrebbe”, perché effettivamente a me non funziona. Da errore al momento di caricare il modulo sonypi.

Non mi sono dato per vinto, quindi ho deciso di usare un metodo old school. Ovvero settarla a mano tramite /proc.

echo VALORE > /proc/acpi/video/VGA/LCD/brightness

Dove VALORE è un livello tra questi: 5, 8, 11, 16, 23, 34, 48, 70, 100

Ora sto scrivendo uno script python che mi fa queste operazioni in automatico quando premo i tasti per regolare la luminosità.
Questo è quanto. Se ci saranno aggiornamenti degni di nota, provvederò a postarli!
Ciao a tutti 🙂

Un arpeggiator diverso dal solito

Girovagando per la rete in modo apparentemente casuale, si trovano dei progetti interessanti. Alcuni validi, altri di dubbia utilità. Questo che vi mostro invece è un concetto diverso dal solito di vedere un arpeggiatore. In realtà qui si parla di una cosa a metà tra l’arpeggiatore e il sequencer, ma questi battono tutti dal punto di vista dell’interazione uomo-macchina.

M-Audio UNO + Yamaha Keyboard on Linux

In questo post descrivo i (pochi) passaggi che ho eseguito per usare il cavo MIDI-USB della M-Audio. Per la precisione il midisport 1×1 (un ingresso e una uscita).

M-Audio UNO midisport 1x1

M-Audio UNO midisport 1x1

Premetto che la distro che uso è Ubuntu Hardy 8.04 LTS e che la versione del mio M-Audio UNO è la PRIMA (richiede il caricamento di un firmware). Per la seconda versione dell’UNO, il firmware non dovrebbe (ma non ne sono sicuro 🙂 ) servire.

Continua a leggere…

Nella casa degli Ingegneri…

Da ormai qualche anno vivo in una casa con altri coinquilini ingegneri… e veramente ne ho viste di tutte. Server che ti avvisano quando cominciano i Simpson, Lan party con altre 24 (in un modesto appartamento sembra di essere in 1000) persone sparse per tutta la casa, divani compresi, con cablaggi di cavi di rete che arrivano ovunque, gente che salda componenti strani sulla scheda madre del proprio portatile alle 3 del mattino, gente che studia illuminata dalla fioca luce di un lumino da cimitero con il tavolo pieno di lattine finite di redbull e caffè, gente che collassa su un materasso in corridoio, alberi di natale ad agosto… e molto altro…

Ma questa sinceramente non me la sarei immaginata!

)

🙂

Voi vi chiederete: ma cosa è quell’aggeggio? I più attenti avrenno sicuramente intuito che è un access point wireless… più precisamente una fonera. Si ma… cosa ci fa attaccata ad una caldaia?

La risposta è semplice. Dopo che pedro è riuscito a ottenere acesso ad essa tramite la console seriale, è stata crackata e ri-flashata con openWRT… fin qui niente di strano… ma la caldaia???

Ok ora ci arrivo… in pratica, questo giocattolino chiamato fonera, ha un led che può essere comandato a piacimento tramite l’ACPI, l’aggiunta di un semplice Relé ha fato il resto (trasformare un led in un interruttore). Siccome openWRT è sostanzialmente una distribuzione linux in miniatura, sulla quale gira un server web, l’idea è semplice: termostato wireless… o meglio: posso accendere il riscaldamento da remoto… e con “da remoto” intendo: da qualsiasi parte del mondo! 😀

Oppure accenderlo in base alla temperatura o programmando le ore della giornata in cui deve restare acceso.

Perché uno che abita in un’isoletta sperduta nel pacifico dovrebbe accendere il nostro riscaldamento? Ok… no… lui non dovrebbe essere autorizzato a farlo 😀 però mettiamo il caso che io voglio scendere un giorno che non c’è nessuno in casa, e fa freddo… Prima di partire, da casa mia accendo il riscaldamento dell’appartamento! Così, quando lo raggiungo 2 ore dopo è già caldo!! 🙂

Ok ok… ammettiamolo… più che per l’utilità è stato fatto per smanettare! 😛

un dettaglio

un dettaglio

Il filo marrone e nero che vedete, è l’uscita del relé e va ad innestarsi nell’apposito contatto per il termostato.

La cosa più divertente è che ora la nostra caldaia ha un IP address! 😀 anzi… volendo col DHCP potrebbe anche assegnarli gli IP! hahaha

Creative Zen e Linux, svelati i segreti :)

Ieri mi sono preso un nuovo lettore mp3/video/foto… per la precisione il Creative Zen.

Creative Zen

I motivi per cui ho optato su questo device a discapito di altri modelli verranno spiegati in dettaglio nella recensione che pubblicherò in seguito.

Vediamo ora come possiamo usarlo al massimo delle sue funzionalità con la nostra Linux Box. Innanzitutto voglio precisare che la distribuzione su cui ho fatto tutti i test è Ubuntu Hardy 8.04.

Ora vorrei distinguere 2 modalità tramite le quali possiamo interagire con lo Zen. La prima è la modalità “libreria musicale”, e l’altra potremmo chiamarla “mista”, ovvero come disco esterno sul quale mettere tutti i tipi di file che vogliamo.

Per usarlo come libreria musicale, il metodo più semplice e immediato (e intuitivo) è quello di usare una media player. I miei test sono stati fatti usando i 4 media player più famosi per linux: amarok, rhythmbox, banshee ed exaile.

Vediamo i dettagli:

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