Archive for the ‘Synth’ Category
Linux Audio Plugins: novità in vista
Il panorama dei plugin audio per il pinguino ha da sempre spaventato gli esperti del settore in quanto offre una vasta gamma di soluzioni, apparentemente disorganizzate. Già tempo fa avevo espresso un parere su un giovane standard, che piano piano, ora sta emergendo. Ma diamo uno sguardo globale alla situazione
- LADSPA: Standard affermato,“vecchio” e molto diffuso, ma ha delle grosse limitazioni (assenza di GUI, poco estendibile…)
- DSSI: Prometteva bene nel campo dei software synthesizers, ma al giorno d’oggi, sembra morto.
- LV2: uno standard giovane, nato per colmare le lacune di LADSPA (Ladspa Version 2), e sembra riuscirci.
Qualche dettaglio in più sullo standard LV2
LV2, offre uno standard ben studiato. Architettura modulare ed estendibile, e specifiche ben ordinate. Offre la possibilità di creare delle GUI (Graphical User Interface) tramite dei costrutti interni (se si necessita di GUI semplici), oppure con qualsiasi altro toolkit, per poter dare maggiore flessibilità ai programmatori in caso si necessiti qualche particolare feature.
LV2 prevede una catalogazione dei plugin in diverse tipologie per facilitare la ricerca all’utente finale. Oltre alla catalogazione per tipo, vi è anche una separazione tra quelli che sono i plugin di elaborazione del suono, e quelli di generazione del suono (es. synth). Proprio come avviene nel caso dello standard VST/VSTi, in cui si ha una separazione netta, tra plugin di elaborazione e i cosidetti VST Instruments.
Bene… ulteriore ordine.
Tuttavia, l’enorme diffusione di LADSPA, frena l’ascesa di questo standard, anche se oggi, si può contare un certo numero di plugin molto interessati e votati ad un ambito professionale (un paio di esempi: INVADA, lv2fil dei quali parlerò meglio in un altro post).
Per usare questi plugin, oggi ci sono solo un paio di alternative valide
- Ardour, da ricompilare con il supporto a LV2 (-SLV2)
- zynjacku/lv2rack, host per Jack di plugin LV2
Sulla compilazione di Ardour con il supporto LV2, non mi voglio inoltrare troppo ora. Ci sono comunque delle guide in rete. Ma vediamo cosa ci offre zynjacku/lv2rack.
In realtà non è un solo software ma sono 2. Zynjacku è un host per LV2 instruments, quindi caricherà solo synth e generatori. lv2rack invece è l’host per caricare i plugin di elaborazione (es. riverberi, compressori, flanger, …). Così come il più famoso jack-rack, offrono una semplice interfaccia per inserire in un rack virtuale i vari plugin LV2.
Anche questo è da compilare. Scaricate i sorgenti tramite git digitando da terminale il comando
git clone git://repo.or.cz/zynjacku.git
Orasiete pronti per la compilazione… con la mia karmik non ho dovuto installare dipendenze, anche perché ne avevo già un po’ installate, quindi non saprei dirvi cosa dovete scaricarvi per compilarlo
(beh… una cosa che potete fare per cominciare è installare almeno le build-essentials
)
Ora non vi resta che avviare Jackd e avviare a vostra scelta zynjacku o lv2rack.
Buon testing a tutti!
Tangible Interface for control synthesizer on Linux
Un arpeggiator diverso dal solito
Girovagando per la rete in modo apparentemente casuale, si trovano dei progetti interessanti. Alcuni validi, altri di dubbia utilità. Questo che vi mostro invece è un concetto diverso dal solito di vedere un arpeggiatore. In realtà qui si parla di una cosa a metà tra l’arpeggiatore e il sequencer, ma questi battono tutti dal punto di vista dell’interazione uomo-macchina.
LV2… il futuro?
LV2, come già detto in questo blog, è uno standard per lo sviluppo di plug-in e host, per la generazione e il processing audio. La differenza principale con il suo predecessore (LADSPA), è che gli LV2 hanno la possibilità di creare un’interfaccia grafica (come i più famosi VST e VSTi) per renderne più comodo l’utilizzo.
Dal punto di vista delle potenzialità, questo progetto sembra molto promettente. Per ora non c’è ancora un grosso set di plug-ins, ma qualcosa si stà muovendo.
In attesa di qualche guida su come utilizzarli al meglio e quali potrebbero essere dei plug-in interessanti, vi lascio alcuni link per cominciare a fare qualche test
- LV2 – il sito del progetto
- Zynjacku – un host per plugin LV2 per Jackd, con funzionalità simili a Jack-rack (un buon punto di partenza no?
) - ll-plugins – una buona raccolta di virtual instruments
- Calf audio plugin – raccolta di plugin pensati per un uso professionale
- SWT LV2 – porting dei plugin SWT dalla versione LADSPA
CAPS: come ottenere ottime simulazioni per la vostra chitarra
Vi avevo già parlato di come utilizzare i plugin LADSPA per simulare amplificatori/casse/effetti per la chitarra con linux tramite la suite CAPS. 
Questo si che è un ampli
Chi lo ha riconosciuto?? dai… è facile
Ora voglio proporvi alcune patch create da Arda EDEN, il quale è riuscito ad ottenere dei suoni veramente convincenti utilizzando solo ed esclusivamente plugin LADSPA e software open… date un’ascoltatina ai sample per farvi un’idea dell’ottimo lavoro svolto da Arda!
Tutto il materiale lo trovate qui.
Grazie ad ath per la segnalazione
Vocoder
Il vocoder (da voice encoder), è un sistema escogitato negli anni ‘30 nell’ambito delle telecomunicazioni, per il preciso scopo di rappresentare la voce in modo tale che essa possa essere trasmessa attraverso un mezzo, occupando meno banda possibile.

Un vocoder della Siemens degli anni ‘50
Chi bazzica nell’ambito delle telecomunicazioni sa bene quanto è importante risparmiare banda per la trasmissione di segnali, siano essi segnali analogici o numerici.
In parole povere non fa altro che filtrare il segnale da trasmettere con una batteria di filtri passa banda, per poi riprodurre ogni componente con degli oscillatori (sinusoidali) opportunamente accordati.

Schema a blocchi di un vocoder
Le applicazioni del vocoder in campo musicale sono arrivate più tardi. Infatti con opportune modifiche, si possono creare simpatici effetti come, voci robotiche e roba del genere. Questo avviene per il semplice motivo che il segnale portante, al posto che essere una sinusoide, è un segnale generato da un sintetizzatore oppure da dei soundfont. Esempi di gruppi che ne fanno ampio uso sono i tedeschi Kraftwerk, e l’italiano Sergio Conforti degli EELST.
Uno dei pionieri nel campo della costruzione di questi apparecchi è stato il grande Bob Moog che sviluppò uno dei primi modelli di vocoder “musicale” a 10 bande.
Se volete approfondimenti tecnici sul vocoder puntate il vostro browser qui.
La curiosità su questo strumento in versione software è stata mossa dall’instancabile amico piccy.
Ora spostiamo l’attenzione su come possiamo fare noi ad utilizzare un vocoder (software) nella nostra amata linux box!
Utilizzare i Soundfont in linux
Prima di cominciare: Cosa sono i soundfonts?
In pratica i soundfonts sono dei banchi di uno o più suoni. Essi hanno estensione .sf2 e possono essere usati in sostituzione dei banchi presenti di default nei sintetizzatori delle schede audio, oppure possono essere caricati su una tastiera o synth che li supporta in modo da avere “strumenti” in più di quelli caricati dalla fabbrica!

Ora vediamo come modificare i suoni di default della nostra scheda audio per renderli più possibile simili alla realtà, oppure come usare il computer come expander per la propria tastiera/synth.
Leggi il seguito di questo post »
Software synth
Visto che nel post precedente ho nominato dei software synthesizer, mi sembra giusto fare una panoramica su alcuni dei principali sistemi di emulazione di sintetizzatori analogici modulari, che possiamo trovare sotto linux:
- Om-Synth/Ingen (ha recentemente cambiato nome in Ingen, è uno dei miei preferiti)
- AMSynth (Analog Modeling Synthesizerfacile da usare, con pochi moduli gia interconnessi ma essenziali [vedi: mini-moog])
- SpiralSynthModular (uno dei primi, interfaccia poco ergonomica
) - AMS (Alsa Modular Synthesizer)
- ZynAddSubFx
- Qsynth/FluidSynth
Absinthe
Nei piccoli ritagli di tempo che l’università mi permette, riesco a dedicarmi a un progetto che inseguo da tempo: quello di costruirmi un sintetizzatore modulare completamente analogico.
Per capire meglio cos’è un sintetizzatore, basta cliccare sul link precedente per vedere la pagina della WikiPedia.
Intendiamoci: non parto a progettare un sintetizzatore da zero, anche perché qualcuno ci ha già pensato prima di me
.
Gli schemi a cui faccio riferimento sono interamente (credo!) progettati da un certo Ray Wilson e potete trovarli sul sito MusicFromOuterSpace. Dove ci sono tutti (e anche di più) gli schemi circuitali dei moduli che servono per avere un sintetizzatore modulare completo e funzionale. Come primo obiettivo pensavo di realizzare una decina di moduli che sono quelli basilari per avere un buon “parco” di suoni.
Nel frattempo mi sono divertito a costruirmi i vari moduli come patch per OM-Synth che è un software che funge da Realtime modular Synthesizer che si appoggia sui plugin (Omins) LADSPA e DSSI per la generazione/elaborazione dei segnali audio. Il mio attuale lavoro consiste nel ricreare i vari moduli con le connessioni (In e Out) che avrebbero nella realtà, in modo da poter testare le possibilità timbriche del mio futuro (SE arriverò alla fine
) progetto hardware vero e proprio.
Ecco un assaggio dello stato attuale delle cose
Cliccate sull’immagine per vederla tutta!
Come ho detto, per ora è solo un prototipo software funzionante (spero di mettere on-line qualche sample).
Per saperne di più ecco uno schema molto semplice e chiaro, disegnato da Ray Wilson, che illustra come funzionano e come connettere tra loro i vari moduli del sintetizzatore.
Per chi volesse provare le mie patch per om-synth sono scaricabili qui.
Tecnologia aliena?
In realtà no…
Si tratta di una nuova concezione di sintetizzatore modulare con i soliti moduli (oscillatori, filtri, sequencer, etc…) ma con un’interfaccia rivoluzionaria e sugosa!
Sviluppato da un team di “Liutai Digitali” dell’università di Universitat Pompeu Fabra che hanno preso un tavolo, una telecamera, un proiettore e un pc e sis sono divertiti a montare assieme queste cose creando uno strumento divertente da usare e da ascoltare.
La definizione tratta dal sito ufficiale è la seguente:
The reactable is a multi-user electro-acoustic music instrument with a tabletop tangible user interface.
Per vederlo in azione:
Una delle cose divertenti è che il software (una parte almeno) che stà dietro a tutto questo è open source!!
Infatti esistono già delle versioni casalinghe di questo archibugio, ma lascio a voi il divertimento di scovarle
Se avrò tempo da buttare giuro che ci provo anche io a farmelo fatto in casa!





