Archive for the ‘Hardware’ Category
Un arpeggiator diverso dal solito
Girovagando per la rete in modo apparentemente casuale, si trovano dei progetti interessanti. Alcuni validi, altri di dubbia utilità. Questo che vi mostro invece è un concetto diverso dal solito di vedere un arpeggiatore. In realtà qui si parla di una cosa a metà tra l’arpeggiatore e il sequencer, ma questi battono tutti dal punto di vista dell’interazione uomo-macchina.
M-Audio UNO + Yamaha Keyboard on Linux
In questo post descrivo i (pochi) passaggi che ho eseguito per usare il cavo MIDI-USB della M-Audio. Per la precisione il midisport 1×1 (un ingresso e una uscita).

M-Audio UNO midisport 1x1
Premetto che la distro che uso è Ubuntu Hardy 8.04 LTS e che la versione del mio M-Audio UNO è la PRIMA (richiede il caricamento di un firmware). Per la seconda versione dell’UNO, il firmware non dovrebbe (ma non ne sono sicuro
) servire.
Nella casa degli Ingegneri…
Da ormai qualche anno vivo in una casa con altri coinquilini ingegneri… e veramente ne ho viste di tutte. Server che ti avvisano quando cominciano i Simpson, Lan party con altre 24 (in un modesto appartamento sembra di essere in 1000) persone sparse per tutta la casa, divani compresi, con cablaggi di cavi di rete che arrivano ovunque, gente che salda componenti strani sulla scheda madre del proprio portatile alle 3 del mattino, gente che studia illuminata dalla fioca luce di un lumino da cimitero con il tavolo pieno di lattine finite di redbull e caffè, gente che collassa su un materasso in corridoio, alberi di natale ad agosto… e molto altro…
Ma questa sinceramente non me la sarei immaginata!

:)
Voi vi chiederete: ma cosa è quell’aggeggio? I più attenti avrenno sicuramente intuito che è un access point wireless… più precisamente una fonera. Si ma… cosa ci fa attaccata ad una caldaia?
La risposta è semplice. Dopo che pedro è riuscito a ottenere acesso ad essa tramite la console seriale, è stata crackata e ri-flashata con openWRT… fin qui niente di strano… ma la caldaia???
Ok ora ci arrivo… in pratica, questo giocattolino chiamato fonera, ha un led che può essere comandato a piacimento tramite l’ACPI, l’aggiunta di un semplice Relé ha fato il resto (trasformare un led in un interruttore). Siccome openWRT è sostanzialmente una distribuzione linux in miniatura, sulla quale gira un server web, l’idea è semplice: termostato wireless… o meglio: posso accendere il riscaldamento da remoto… e con “da remoto” intendo: da qualsiasi parte del mondo!
Oppure accenderlo in base alla temperatura o programmando le ore della giornata in cui deve restare acceso.
Perché uno che abita in un’isoletta sperduta nel pacifico dovrebbe accendere il nostro riscaldamento? Ok… no… lui non dovrebbe essere autorizzato a farlo
però mettiamo il caso che io voglio scendere un giorno che non c’è nessuno in casa, e fa freddo… Prima di partire, da casa mia accendo il riscaldamento dell’appartamento! Così, quando lo raggiungo 2 ore dopo è già caldo!!
Ok ok… ammettiamolo… più che per l’utilità è stato fatto per smanettare!

un dettaglio
Il filo marrone e nero che vedete, è l’uscita del relé e va ad innestarsi nell’apposito contatto per il termostato.
La cosa più divertente è che ora la nostra caldaia ha un IP address!
anzi… volendo col DHCP potrebbe anche assegnarli gli IP! hahaha
Creative Zen e Linux, svelati i segreti :)
Ieri mi sono preso un nuovo lettore mp3/video/foto… per la precisione il Creative Zen.

I motivi per cui ho optato su questo device a discapito di altri modelli verranno spiegati in dettaglio nella recensione che pubblicherò in seguito.
Vediamo ora come possiamo usarlo al massimo delle sue funzionalità con la nostra Linux Box. Innanzitutto voglio precisare che la distribuzione su cui ho fatto tutti i test è Ubuntu Hardy 8.04.
Ora vorrei distinguere 2 modalità tramite le quali possiamo interagire con lo Zen. La prima è la modalità “libreria musicale”, e l’altra potremmo chiamarla “mista”, ovvero come disco esterno sul quale mettere tutti i tipi di file che vogliamo.
Per usarlo come libreria musicale, il metodo più semplice e immediato (e intuitivo) è quello di usare una media player. I miei test sono stati fatti usando i 4 media player più famosi per linux: amarok, rhythmbox, banshee ed exaile.
Vediamo i dettagli:
Open stompbox: multieffetto opensource!
Chi suona la chitarra/il basso non può fare a meno di apprezzare questo aggeggio!

Si tratta di un multieffetto, in formato pedale (la maggior parte dei multieffetto sono in formato rack o pedaliera, quindi ingombranti, questo ha le dimensioni di un normale pedale), il quale contiene diversi effetti, “collegabili” più di uno contemporaneamente e una volta memorizzato il preset, è facile richiamarlo con i 2 pushbutton!
L’altro fattore interessente di questo aggeggio è che il software presente nel suo cervello (un Parallax Propeller 8-core) è completamente opensource!
Ecco le caratteristiche tecniche (in grassetto le più interessanti/esclusive)
- Propeller Processor (eight independent 80MHz cores or “cogs”)
- 1.5 MByte SRAM
- 44kHz 24-bit sampling (2 input channels and 2 output channels)
- 4 control knobs
- 16×2 LCD screen
- 2 stomp switches
- 2 stomp indicator LEDs
- 1 1/4 inch audio input
- 1 1/4 inch audio output
- 1 multipurpose 1/4 inch audio jack (can be used as either a second output (for stereo effects) or as an additional input
(for modulation effects etc.))
- NTSC Video out
- Micro USB
- 9V DC Power in
- Headphone out (mini phono jack)
- RJ11 expansion port (for potentially adding things like external foot pedals. Uses I2C.)
- Steel chassis
Per maggiori informazioni andate qui!
Testata Vintage – Krundaal Davoli Show II
Da pochi giorni mi è arrivata questa testata made in Italy negli anni ‘60. La data precisa purtroppo non la conosco, ma ho contattato la Davoli (ditta di Parma, in origine si chiamava Krundaal di A.Davoli) mandando il numero di serie della testata. Speriamo che mi dicano qualcosa di più. In realtà sono abbastanza sicuro che sia antecedente al ‘68 perché da li in avanti, lo schema del preamplificatore è stato cambiato.

Ok… la foto è fatta un po di fretta… però rende lo stesso l’idea
La testata in questione sviluppa 60W valvolari ed è interessante notare che ha in dotazione 2 uscite (con connettore Geloso, quindi roba antica
) le quali hanno un’impedenza selezionabile singolarmente che va da 2 a 50 ohm! In pratica qualsiasi cassa per chitarra/basso/organo esistente!

Ecco l’interno dell’amplificatore. Le due EL504 finali, la ELL80 come phase splitter, La ECC82 si intravede soltanto. Si vedono pure i 2 connettori Geloso e il selettore di impedenza.
Ora la prova del suono.
Ne avevo provata un’altra di un mio amico prima di questa, ma diciamo che, nonostante il suono mi piacesse parecchio, avevo come la sensazione che era un po troppo “tirata“. Il volume era inferiore a quello che ci si può aspettare da 60W, e inoltre saturava già con in potenziometro del volume a metà corsa. Questo avrebbe impedito di suonare dei puliti a volumi decenti. Altro difettuccio di questo ampli, era il fatto che a impedenze “basse”, ovvero a 8 ohm, questa sensazione di avere il collo tirato era più forte. Inoltre l’ingresso del trasformatore d’uscita sfiammava, scagliando un bellissimo e coreografico arco voltaico
Ah… dimenticavo… il canale tremolo era muto!!
Ha bisogno di una revisione accurata!
EDIT: per chi avesse bisogno di manutenzione, ho gli schemi. Contattatemi per i dettagli
La mia, che mi è arrivata l’altro giorno, fortunatamente non ha tutti questi difetti. Regge bene le basse impedenze, ha un volume e una botta fantastica nonostante monti ancora il set di valvole originali!
Il canale tremolo funziona, ma è un po’ + rumoroso. Ovviamente è già stata tutta revisionata, infatti monta due nuovi condensatori nel circuito delle alimentazioni. In ogni caso li avrei cambiati io!
Beh… che dire… sono soddisfatto. Oggi ho ultimato la ristrutturazione estetica (i ragnetti e ragnatele dentro al case sono carini, ma portarmeli in giro anche nei live mi è sebrato un po eccessivo
inoltre il tolex aveva bisogno di una ravvivata e rattoppata qua e là. Un nuovo “schienale” è stato ritagliato da mio padre)

Cosa c’è di meglio di una Show 2 ?!?! Ovvio 2 Show 2 !!!
Humbucker… come funziona
Come primo posto per una nuova serie di articoli tecnici, ho scelto di parlare dei dettagli a basso livello sul funzionamento di un tipo di pickup per la chitarra.
Gli humbucker, come il nome suggerisce, sono dei trasduttori che hanno il vantaggio di abbattere il rumore di fondo, ma come tutti sappiamo, per un grosso vantaggio, da qualche parte devo pur pagare… no?!
ok… vi ho raccontato una palla
… per questa volta non sarò io a parlarvene, ma vi propongo un paio di validissimi e chiarissimi articoli comparsi su Accordo.it.
- Humbucker, questo sconosciuto (un po di storia, com’è assemblato e come funziona)
- Humbucker, questo sconosciuto 2 (collegamenti possibili, differenze e analisi musicale)
Per oggi è tutto, arrivederci alla prossima puntata! (scusate… non ho saputo resitere
)
Togliere i tasti alla chitarra!
Il mese scorso, durante un pomeriggio domenicale in cui la noia stava per diventare il mio miglior passatempo sono stato vittima di un raptus lutaresco al quale non ho saputo deristere.
Così, mi sono armato di scalpello, stucco e carta vetrata e ho deciso di estirpare i fret alla mia chitarra da battaglia.
Prima di tutto spieghiamo cos’è la chitarra da battaglia.
Questa chitarra mi fu stata donata da un amico diversi anni fa… è (credo) una chitarra di origini cinesi. Era un po messa male, così ho deciso di rimetterla in sesto. Meccaniche ricromate, elettronica rifatta, riverniciatura e creazione di un nuovo battipenna in madreperla disegnato da me.
Così nacque la: FendiNebbia Multistratocaster Special
Ed è rimasta così per un bel po… fino a qualche giorno fa… ed ora è un nuovissimo strumento fretless.
Come potete vedere ho usato uno stucco di un colore diverso dal legno per facilitarmi l’utilizzo di questa chitarra, anche perché sono un chitarraro autodidatta e con nessuna esperieza di strumenti fretless. Quindi finché non imparo, va bene così!!
Ecco alcune foto (clicca per ingrandire)
Autocostruzione Cassa 2×12 per chitarra
Per esigenze di trasportabilità della mia cassa Marshall 4×12, ho deciso di autocostruirmi una cassa più maneggevole e discreta.
Ecco alcune scelte progettuali.
Per soddisfare il requisito di “minima spesa”, ho optato per 2 coni di recupero (un RCF e un C.i.a.r.e.) in quanto, l’acquisto di 2 Vintage 30, da usare in questo esperimento, mi è sembrato un tantino eccessivo!!!
In realtà il costo dei 2 coni che ho usato, supererebbe la somma da pagare per 2 V30, ma visto che sono stati ritirati praticamente a costo zero da un amico che ha rinnovato i suoi impianti, va bene così
Unico problema è che l’RCF ha la sospensione che è praticamente polverizzata (vedi immagine delle varie componenti dell’altoparlante). Ma questo non mi ferma
, infatti ho ordinato una sospensione nuova e ho riparato l’altoparlante.

ecco l’immagine della cassa col cono appena riparato
Durante la progettazione (haha che parolona!!
) della cassa, mi sono scontrato con un dubbio riguardante il cablaggio di essa.
Mi si sono presentate 2 alternative:
- Cablaggio con switch per avere l’ingresso mono o stereo (ho una testata valvolare Marshall 9100 che è una dual monobloc, quindi può funzionare in stereo)
- Cablaggio con switch per selezionare 2 diverse impedenze (o 4 o 16 ohm, cambiando tra configurazione serie e parallelo degli altoparlanti)
La scelta è ricaduta sulla seconda opzione, per il semplice fatto che non credo di aver mai bisogno della stereofonia sulla chitarra, quindi, ho pensato che avere la possibilità di selezionare 2 impedenze, mi permetta di usare la cassa anche con altre testate che magari non hanno la possibilità di selezionare l’impedenza di uscita.
Di seguito riporto lo schemino (che ho disegnato col GIMP
) del wiring da me utilizzato.

Per ora è tutto… a breve (spero) le impressioni della “prova su strada”.
Terratec EWS88 MT on Linux
Continua la serie sulle schede audio pro su linux. Questa volta è il turno di una scheda della Terratec, la EWS 88 MT.
Questa è una scheda PCI con modulo esterno e possiede 8 in e 8 out analogici capaci di registrare fino a 24bit/96KHz di risoluzione. Dispone in oltre di 1 in e 1 out SPdif e di 1 in e 1 out MIDI.

ecco il modulo esterno corredato dei vari ingressi e uscite
L’installazione di questa scheda è un gioco da ragazzi, praticamente funziona “out-of-box”, cioè basta toglierla dalla scatola, infilarla nel PC e viene riconosciuta in automatico dalla mia Ubuntu Gutsy.
Ma ora vediamo alcune cose che possono essere utili per l’utilizzo di questa scheda.




