Archive for the ‘Audio’ Category
Plugin Audio professionali per Linux? Si può!
Ho già parlato del giovane standard LV2 per plugin audio in ambiente linux.
Ora volevo segnalarvi qualche plugin interessante, che sfutta le qualità relative a questo nuovo standard. Questi sono utili in fase di mastering (compressori) e in fase di mixing (il riverbero è molto carino).
Il primo è un bundle che contiene riverberi, compressori, phaser, … Si chiama INVADA. Potete scaricarlo da qui.

INVADA compressor
Un altro plugin interessante è lv2fil, un bel parametrico a 4 bande. Da provare (scaricabile qui)

lv2fil
Finalmente dei plugin interessanti, con un’interfaccia gradevole e usabile
Per le istruzioni riguardanti i vari hosto lv2, vi rimando al mio precedente post!
Saluti
Linux Audio Plugins: novità in vista
Il panorama dei plugin audio per il pinguino ha da sempre spaventato gli esperti del settore in quanto offre una vasta gamma di soluzioni, apparentemente disorganizzate. Già tempo fa avevo espresso un parere su un giovane standard, che piano piano, ora sta emergendo. Ma diamo uno sguardo globale alla situazione
- LADSPA: Standard affermato,“vecchio” e molto diffuso, ma ha delle grosse limitazioni (assenza di GUI, poco estendibile…)
- DSSI: Prometteva bene nel campo dei software synthesizers, ma al giorno d’oggi, sembra morto.
- LV2: uno standard giovane, nato per colmare le lacune di LADSPA (Ladspa Version 2), e sembra riuscirci.
Qualche dettaglio in più sullo standard LV2
LV2, offre uno standard ben studiato. Architettura modulare ed estendibile, e specifiche ben ordinate. Offre la possibilità di creare delle GUI (Graphical User Interface) tramite dei costrutti interni (se si necessita di GUI semplici), oppure con qualsiasi altro toolkit, per poter dare maggiore flessibilità ai programmatori in caso si necessiti qualche particolare feature.
LV2 prevede una catalogazione dei plugin in diverse tipologie per facilitare la ricerca all’utente finale. Oltre alla catalogazione per tipo, vi è anche una separazione tra quelli che sono i plugin di elaborazione del suono, e quelli di generazione del suono (es. synth). Proprio come avviene nel caso dello standard VST/VSTi, in cui si ha una separazione netta, tra plugin di elaborazione e i cosidetti VST Instruments.
Bene… ulteriore ordine.
Tuttavia, l’enorme diffusione di LADSPA, frena l’ascesa di questo standard, anche se oggi, si può contare un certo numero di plugin molto interessati e votati ad un ambito professionale (un paio di esempi: INVADA, lv2fil dei quali parlerò meglio in un altro post).
Per usare questi plugin, oggi ci sono solo un paio di alternative valide
- Ardour, da ricompilare con il supporto a LV2 (-SLV2)
- zynjacku/lv2rack, host per Jack di plugin LV2
Sulla compilazione di Ardour con il supporto LV2, non mi voglio inoltrare troppo ora. Ci sono comunque delle guide in rete. Ma vediamo cosa ci offre zynjacku/lv2rack.
In realtà non è un solo software ma sono 2. Zynjacku è un host per LV2 instruments, quindi caricherà solo synth e generatori. lv2rack invece è l’host per caricare i plugin di elaborazione (es. riverberi, compressori, flanger, …). Così come il più famoso jack-rack, offrono una semplice interfaccia per inserire in un rack virtuale i vari plugin LV2.
Anche questo è da compilare. Scaricate i sorgenti tramite git digitando da terminale il comando
git clone git://repo.or.cz/zynjacku.git
Orasiete pronti per la compilazione… con la mia karmik non ho dovuto installare dipendenze, anche perché ne avevo già un po’ installate, quindi non saprei dirvi cosa dovete scaricarvi per compilarlo
(beh… una cosa che potete fare per cominciare è installare almeno le build-essentials
)
Ora non vi resta che avviare Jackd e avviare a vostra scelta zynjacku o lv2rack.
Buon testing a tutti!
Della Musica e della Matematica
La Musica e la Matematica rappresentano quello che forse è il più netto punto unito tra scienza e arte.
In letteratura si possono trovare svariate digressioni a riguardo. Sin dall’antichità si trovano strette connessioni tra musica e matematica, in ambedue i sensi. Si pensi agli studi effettuati in passato da metematici, tra i quali Pitagora, riguardo al temperamento, ovvero alla definizione in termini matematici degli intervalli (approfondimento).
In modo duale, possiamo osservare come Bach utilizzasse la matematica in modo assiduo per comporre le sue famose fughe, le quali sono permeate da strutture e costrutti matematici, sia in termini di intervalli che di metrica e svolgimento temporale del componimento. Per chi volesse informazioni dettagliate a riguardo, in rete si trovano diversi articoli che scendono in studi più approfonditi (per citarne alcuni: (1) La Matematica e il Sublime, (2) Sectio Aurea , figure retoriche, numeri e simbologie nella musica di J.S. BACH).
Rapportandoci al nostro presente invece, troviamo ancora ampi spazi di ricerca in studi riguardo alla musica generativa, o frattale (rif.), la quale si avvale della matematica per creare vere e proprie partiture nate da un seme, il quale sboccia e si evolve secondo formule regolate da equazioni. Tra tutti spunta la figura di Brian Eno, il quale vanta una buona discografia ricca di queste strategie generative (rif.). Nell’era informatizzata, questa strada è resa facilmente percorribile da software che elaborano “partiture generative”. Il la dualità tra codice sorgente e partitura in questo caso diventa palpabile come non prima, permettendo al matematico e programmatore di scrivere musica in un linguaggio a lui più familiare, per non dire nativo. L’approccio algoritmico all’arte dell Musica, ha permesso l’esplorazione di nuovi paesaggi sonori e ancor prima con Bach, di creare qualcosa di immortale che ancora oggi si ha il piacere e l’onore di ascoltare.
Spunto di breve excursus, per muovere una critica nei confronti di questa epoca discografica in cui le “opere” sono destinate a durare il tempo di un’estate per poi finire immediatamente nell’immensa discarica di meteore. Critica non da intendersi come promozione per la musica matematica, ma piuttosto come visione soggettiva (mia) di un panorama discografico che prevede un sitema a monte, il quale decide che artista, e in che modo (artisticamente parlando), deve andar per radio, imponendo vincoli di creatività all’artista, e di scelta al fruitore ultimo. Vincoli per altro facilmente superabili, ma all’utente medio di solito piace trovare la tavola già apparecchiata.
Riprendendo il binario originale, volevo portare altri esempi in cui la matematica (soprattutto discreta) e la teoria dei numeri trovano riscontro nella musica e nel suono (suono!=musica). In primo luogo, osserviamo che il rapporto tra una nota e la sua ottava (es. DO1 e DO2 sono distanti un’ottava) si traduce in un rapporto di 1:2 nella frequenza fondamentale delle 2. Così come gli intervalli di Quinta, e altri, sono rapporti tra numeri interi (vedi ciclo delle quinte).
Sappiamo (grazie a Fourier) inoltre che un suono, una nota di pianoforte, è composta da un insieme di mattoni elementari che vanno a comporre il timbro, ogniuno dei quali è composto da UNA frequenza, un’ampiezza e una fase.
In un brano poi, troviamo quelle che si chiamano battute, le quali hanno una durata definita tramite una frazione tra numeri interi, e le note che esse contengono, hanno una durata esprimibile ancora come rapporto tra interi che quantizzano lo scorrere del tempo rompendolo in intervalli che astraggono dal concetto di tempo “fisico” e quindi continuo.
Si potrebbe andare avanti per ore a illustrare interconnessioni di questo genere, inoltrandosi in sentieri più che mai tortuosi e altresì dispersivi. Per ora non mi voglio dilungare, non escludendo però la possibiltà di analisi più specifiche, in un futuro post di questo blog.
Jack-audio: applicazioni utili ma (quasi) sconosciute
Chiamarle sconosciute forse è esagerato… diciamo che sono quelle applicazioni meno famose che si trovano solo se andiamo a cercarle di proposito!
Questo brevissimo post ha infatti il duplice scopo divulgativo-promemoria per me.
Ecco le applicazioni
- a2jmidid: è a tutti gli effetti un bridge che permette di collegare client (r e w) MIDI che usano l’interfaccia JACK a quelli che usano ALSA e viceversa. Per una pacifica convivenza tra applicazioni “vecchie” e quelle che usano il “nuovo” MIDI di JACK
- jack-keyboard: dal nome si intuisce facilmente che è la controparte del noto vkeybd che sfrutta il MIDI di JACK. In pratica fornisce una tastiera virtuale con qualche feature in più rispetto a vkeybd (ad esempio un numero maggiore di ottave di estensione)
- QJackMMC & JackCtlMMC: sono 2 programmi (GUI e riga di comando) che permettono di connettere devices che mandano messaggi MMC (Midi Machine Code) in modo da poter comandare il transport di JACK (sincronozzazione, start, stop, …). Utile in caso di presenza di outboard con controlli MMC.
Se avete altre segnalazioni… segnalate pure
Tangible Interface for control synthesizer on Linux
Un arpeggiator diverso dal solito
Girovagando per la rete in modo apparentemente casuale, si trovano dei progetti interessanti. Alcuni validi, altri di dubbia utilità. Questo che vi mostro invece è un concetto diverso dal solito di vedere un arpeggiatore. In realtà qui si parla di una cosa a metà tra l’arpeggiatore e il sequencer, ma questi battono tutti dal punto di vista dell’interazione uomo-macchina.
JackD mixers: altri “master controller” per Jack
Dopo aver segnalato un mixer per gestire in modo centralizzato diverse applicazioni che si appoggiano al server audio Jack, vi presento altre 3 applicazioni che svolgono lo stesso lavoro, ma con features diverse. Sono tutte in fase di sviluppo quindi possono mancare alcune features utili… attendiamo:
- JackMiniMix (minimale ma con la possibilità di essere controllato via OSC!! molto comodo se si dispone di un controller hardware esterno)
- Jackmaster (molto promettente e ricco di features… da implementare anche effetti LADSPA in insert)
- JackMix (utile, ma a mio avviso l’interfaccia è migliorabile
)
Per ora è tutto… se avete altre segnalazioni fatevi avanti
Jack Mixer: un mixer per le vostre applicazioni audio
Vi presento un’applicazione che a potrebbe risultarvi utile in certe situazioni.
Io, come credo molti di voi che leggete questo blog, mi sono trovato nella necessità di avere un mixer centralizzato per gestire i volumi delle miriadi di “jack-applicazioni” aperte contemporaneamente
La procedura standard in questo caso prevede la regolazione dei volumi di ogni flusso attraverso la singola applicazione… un po scomodo!

Con jack Mixer posso farlo in modo centralizzato, gestendo ogni porta (ingresso o uscita) come un canale di un mixer. Può essere utile anche in caso si disponga di una scheda audio multitraccia che non abbia un’interfaccia mixer incorporata (come Envy24 control o Echomixer) Jack mixer ci viene incontro svolgendo queste funzioni a livello applicazione. E’ un progetto abbastanza giovane, quindi non ancora completo, ma la sua mansione la svolge egregiamente. Le mancanze che a mio avviso potrebbero “fare la differenza” sono in sostanza 3:
- possibilità di gestire bus (sottogruppi e mandate)
- possibilità di salvare delle patch (però con LASH forse si può ovviare a questo problema, non ho ancora testato questa feature)
- supporto a superfici di controllo MIDI/OSC (darebbe a jack mixer un aspetto decisamente PRO)
Queste mancanze penso che siano dovute alla tenera età di questo progetto e spero che cresca bene in questa direzione! Ora veniamo all’aspetto tecnico dell’installazione. I sorgenti potete prelevarli da qui. Nella mia Ubuntu Studio Intrepid Ibex 8.10 64bit, le dipendenze che ho dovuto installare sono poche, ma questo è dovuto anche al fatto che ho già compilato un po di cose, quindi facilmente alcune dipendenze erano già installate. Vediamo quello che ho dovuto aggiungere:
$ sudo apt-get install swig python-fpconst python-lash libphat0 libphat0-dev
Fatto questo passiamo alla compilazione (io sono partito dalla versione SVN)
Arte e ricerca: Stratos, la voce come strumento
Ci fu un tempo in cui anche in italia abbiamo avuto grossi artisti in campo musicale.
Non solo grandi esecutori, ma anche interpreti e ricercatori. Un esempio importante, sono state le ricerche svolte da Demetrio Stratos (Ribelli, AREA) su come suonare la voce.
In quegli anni c’era ancora un grosso fermento nel panorama musicale italiano. Il Progressive di certi gruppi come la PFM e Il Banco del Mutuo Soccorso, era quello che oggi chiamiamo “il pop”!
Artisti come Stratos, e il suo collega Fariselli, hanno sperimentato e portato la musica ad un livello di percezione diverso dal solito.
Guardiamo un estratto che merita di essere visto (dagli archivi RAI)
E oggi? Beh… oggi abbiamo Povia!
LV2… il futuro?
LV2, come già detto in questo blog, è uno standard per lo sviluppo di plug-in e host, per la generazione e il processing audio. La differenza principale con il suo predecessore (LADSPA), è che gli LV2 hanno la possibilità di creare un’interfaccia grafica (come i più famosi VST e VSTi) per renderne più comodo l’utilizzo.
Dal punto di vista delle potenzialità, questo progetto sembra molto promettente. Per ora non c’è ancora un grosso set di plug-ins, ma qualcosa si stà muovendo.
In attesa di qualche guida su come utilizzarli al meglio e quali potrebbero essere dei plug-in interessanti, vi lascio alcuni link per cominciare a fare qualche test
- LV2 – il sito del progetto
- Zynjacku – un host per plugin LV2 per Jackd, con funzionalità simili a Jack-rack (un buon punto di partenza no?
) - ll-plugins – una buona raccolta di virtual instruments
- Calf audio plugin – raccolta di plugin pensati per un uso professionale
- SWT LV2 – porting dei plugin SWT dalla versione LADSPA





